In Emilia Romagna il valore degli investimenti in costruzioni nel 2010, secondo le stime ANCE, è risultato in riduzione, rispetto all’anno precedente, del 5,9% in termini reali ed un ulteriore calo dell’1,5% è previsto nel 2011.
Nel quadriennio 2008 -2011 il settore delle costruzioni avrà perduto, nella nostra regione, il 21,5% in termini di investimenti.
Un risultato, quindi, ancor più negativo di quello nazionale (-17,8).
Nel 2010 si stima una diminuzione degli investimenti nazionali in costruzioni del 6,4% su base annua e per il 2011 è previsto un ulteriore calo del 2,4%.
In quattro anni il settore delle costruzioni avrà perduto il 17,8% in termini di investimenti, circa 29 miliardi di euro.
Un risultato, quindi, ancor più negativo di quello nazionale (-17,8).
Gli effetti sull’occupazione sono pesantissimi: tra il quarto trimestre 2008 ed il terzo trimestre 2010 il settore delle costruzioni ha perso, nella regione, circa 28.000 occupati.
180.000 dall’inizio della crisi, a livello nazionale, che raggiungono i 250.000 considerando anche i settori collegati.
Considerando il 2011 si arriva ad una perdita occupazionale complessiva di 290.000 unità.
In forte aumento il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni.
Il numero delle ore autorizzate dalla CIG per i lavoratori del settore delle costruzioni (edilizia ed installazioni di impianti) è aumentato in Emilia-Romagna del 93% nel 2010, dopo aver evidenziato nell’anno precedente un aumento del 99,3%.
Il giudizio sullo stato di salute del settore delle costruzioni è decisamente negativo: secondo il 61,1% delle imprese associate i comparti di attività in cui operano attraversano una fase di stagnazione mentre per il 38,9% i connotati congiunturali sono quelli tipici di una forte recessione.
Il problema della liquidità delle imprese sconta anche la difficoltà di vedere soddisfatti i propri crediti verso la Pubblica Amministrazione.
In alcuni casi, è la sopravvivenza stessa delle imprese che viene messa a rischio dalla sottrazione di risorse finanziarie.
In altri, la mancanza di certezza nei pagamento impedisce agli operatori di procedere all’indispensabile programmazione delle proprie attività.
In Emilia-Romagna i ritardati pagamenti nei confronti delle imprese di costruzioni, ammontano ormai a circa 1,2 miliardi di euro.
Un elemento di difficoltà per il settore delle costruzioni riguarda il progressivo disimpegno dello Stato nella realizzazione delle opere pubbliche, testimoniato dal calo delle risorse stanziate per nuove infrastrutture.
Dall’analisi della Legge di Stabilità 2011 emerge una riduzione delle risorse per nuove infrastrutture del 14% in termini reali rispetto all?anno precedente.
In Emilia-Romagna, la ‘iduzione degli investimenti dei Comuni è stimata dall?Anci in circa 320 milioni di euro nel 2011.
Dopo i tagli ai trasferimenti operati dalla Manovra, i fondi strutturali e FAS rappresentano una quota molto importante delle risorse spendibili in infrastrutture a livello regionale.
In Emilia-Romagna, si tratta, secondo le stime dell’Ance, di circa 263 milioni di euro per infrastrutture e costruzioni.