La cerimonia della sottoscrizione avvenuta il 5 marzo scorso presso la sede della Regione, ha visto la partecipazione del Presidente della Regione Vasco Errani e di tutti i Prefetti dell’Emilia-Romagna oltre al ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri.
Tra i presenti anche l’assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli,i rappresentanti della sezione regionale Anci e Upi, i Sindaci delle principali città dell’Emilia-Romagna e i Presidenti delle Province.
Il Protocollo, che ha durata di due anni a partire da oggi ed è rinnovabile per un ulteriore biennio, come anticipato in attuazione della legge regionale 11 del 2010 che ha introdotto disposizioni per la promozione della legalità e della semplificazione nel settore edile e delle costruzioni a committenza pubblica e privata.
Tra gli obiettivi principali dell’accordo sottoscritto vi sono: l’incremento delle misure di contrasto ai tentativi di infiltrazione mafiosa anche nel settore dell’edilizia privata, la dematerializzazione degli adempimenti, il miglioramento dello scambio di informazioni tra le pubbliche amministrazioni per garantire una maggiore efficacia dei controlli utilizzando appositi indicatori di anomalia degli appalti.
Con questo accordo le Prefetture si impegnano a considerare, tra i soggetti legittimati a richiedere la documentazione antimafia, anche le imprese affidatarie ed esecutrici di lavori per i quali è rilasciato dai Comuni il permesso di costruire nel settore dell’edilizia privata.
In caso di costruzioni di rilevante entità economica, il Protocollo intensifica i controlli antimafia, coinvolgendo l’Anci Emilia-Romagna nella definizione di ambiti e modalità di svolgimento delle verifiche stesse.
La Regione, con questo accordo, si impegna a richiedere al Prefetto competente le informative antimafia per le imprese che intendono partecipare ai bandi della Regione che concedono finanziamenti e/o contributi per la realizzazione di opere.
Nel caso in cui la società o l’impresa abbia sede legale in altra regione, la Regione Emilia-Romagna inoltrerà la richiesta di informazioni alla Prefettura-Utg competente per territorio, segnalando che la stessa è effettuata in attuazione di questo Protocollo.
Se a carico delle ditte richiedenti dovessero emergere elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa, la Regione procederà all’esclusione di tali soggetti dai finanziamenti.
Tra gli effetti del documento di intesa vi è anche un’ulteriore qualificazione delle stazioni appaltanti e degli operatori economici, nonché una maggiore semplificazione e dematerializzazione dei procedimenti e degli adempimenti per potenziare i controlli sugli appalti dell’edilizia privata, ad esempio le certificazioni antimafia, i modelli Gap e G118 per i subappalti e subforniture, inviati dalle stazioni appaltanti alle Prefetture.
FONTE: Comunicato stampa Regione Emilia Romagna
5784-Protocollo d intesa.pdfApri