Con l’approvazione della Delibera prot. n. 432 del 15 aprile 2013 la Giunta regionale ha disposto , in coerenza con quanto disciplinato dalla LR n. 12 del 23 dicembre 2010 ”Patto di stabilità della Regione Emilia Romagna” e dalla delibera di giunta n. 1586/2012, l’applicazione delle misure di compensazione orizzontale e verticale degli obiettivi del patto di stabilità determinando lo sblocco di 26.846.000 di euro di potenzialità di spesa per i Comuni e le Provincie.
Inoltre, sottolineiamo che gli enti locali riceventi sono autorizzati a superare il proprio obiettivo programmatico per l’effettuazione di pagamenti a fronte di impegni regolarmente assunti per spese in conto capitale.
La regionalizzazione del Patto di stabilità ha permesso di liberare a costo zero, per le imprese e per la Pubblica Amministrazione, una parte significativa dei pagamenti per opere pubbliche dovuti alle imprese assicurando una maggiore sostenibilità della finanza locale in una prospettiva di medio periodo.
L’analisi, eseguita da ANCE, dei provvedimenti di regionalizzazione del Patto di stabilità interno conferma, tra l’altro, la drammaticità del problema dei ritardati pagamenti alle imprese che realizzano lavori pubblici, provocato dal Patto di stabilità interno. Da una parte, infatti, cresce la dimensione finanziaria dei pagamenti bloccati dal Patto e, dall’altra, si amplia la diffusione del problema dei ritardati pagamenti tra le amministrazioni locali.
A questo proposito la regionalizzazione del patto di stabilità interno rappresenta uno dei principali strumenti a disposizione delle Regioni per limitare gli effetti negativi del patto e favorire lo sblocco dei pagamenti alle imprese, in particolare nel campo dei lavori pubblici, dando la possibilità agli Enti Locali di utilizzare i fondi a loro disposizione superando i vincoli imposti dal patto di stabilità interno e l’autorizzazione a superare il proprio obiettivo programmatico per l’effettuazione di pagamenti a fronte di impegni regolarmente assunti per spese in conto capitale.