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Il Presidente Buia ha commentato il libro " Costruire per il futuro. Quarant'anni di edilizia e infrastrutture in Emilia Romagna", curato da Alfredo Martini e Federica Paoli, incrociando le vicende della storia economica e sociale della Regione, con l’attuale situazione di grave crisi del settore

All’assemblea di ANCE Rimini Buia presenta il libro dei quarant’anni di ANCE Emilia Romagna

13 Giugno 2013
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COSTRUIRE IL FUTURO QUARANT’ANNI DI EDILIZIA E INFRASTRUTTURE IN EMILIA ROMAGNA – PRESENTAZIONE

L’incarico di realizzare un volume per i 40 anni di Ance Emilia Romagna è stato dato quando si stava per concludere la redazione del volume per l’Ance nazionale nella ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
 
Diversamente da quel volume con il quale si era scelto di raccontare le opere, ovvero di illustrare attraverso di esse il ruolo dell’industria italiana delle costruzioni nello sviluppo economico e sociale del nostro Paese, l’obiettivo di Ance Emilia Romagna è stato quello di collocare l’attività dell’associazione all’interno dei processi di trasformazione del sistema produttivo edile tenendo conto anche del contesto complessivo e della storia economica e sociale del territorio regionale.
 
In sintesi si è trattato di ricostruire una storia collettiva che da un lato non poteva non dedicare attenzione agli aspetti organizzativi, assumendo come riferimento principale l’attività e la funzione di rappresentanza svolte dall’associazione, dall’altro non poteva prescindere dal raccontare il contesto in cui l’associazione era nata, si era sviluppata, aveva affermato la sua capacità di interlocuzione con la società civile e con il governo del territorio. Una relazione che si ritrova costantemente nella narrazione.
 
Al contesto abbiamo dedicato principalmente il primo capitolo, dove abbiamo ricostruito partendo dalla conformazione geografica, dalla consapevolezza di avere di fronte territori e sistemi economici differenti, vocazioni e propensioni economiche, così come caratteristiche storiche e sociali diverse tra l’Emilia proiettata verso la Lombardia e la Romagna, cinghia di trasmissione tra Nord e Centro d’Italia.
 
Per non considerare il ruolo del tutto particolare di Bologna e della provincia di Ferrara con le sue strette relazioni con il Veneto.
Tutti elementi da cui siamo partiti per cercare di leggere le modalità e i processi che hanno caratterizzato la regione nel suo complesso e i diversi territori dal dopoguerra ad oggi.
 
In questo contesto abbiamo collocato la ricostruzione delle vicende e del ruolo svolto dall’associazione regionale.
 
Una storia che ha inizio con la costituzione degli enti Regione, negli anni settanta, in anni che, come abbiamo ricostruito, sono anni che segnano un cambiamento rilevante nella struttura stessa del tessuto imprenditoriale e sul piano del mercato edilizio.
 
Possiamo anzi affermare che questo decennio costituisce il principale spartiacque cronologico dell’intera storia post bellica, almeno fino a questi anni, destinati probabilmente a rappresentare l’altra grande cesura storica per gli effetti strutturali che la crisi sta producendo sul tessuto imprenditoriale e che non potrà non avere conseguenze ed effetti anche sulla stessa organizzazione della rappresentanza.
 
La voce degli imprenditori
 
Contesto quindi e storia di un’organizzazione, soprattutto vista nel suo ruolo di cinghia di trasmissione e di confronto tra le esigenze della Categoria e le politiche dell’Ente Regione.
 
Una storia fatta di proposte, di iniziative e di un attento lavoro di dialogo, volto a orientare le scelte e i provvedimenti in una direzione di attenzione alle esigenze del sistema imprenditoriale delle costruzioni.
 
Così una grande importanza hanno avuto per molti anni i programmi per l’edilizia residenziale, ma anche il costante richiamo ai meccanismi delle gare di appalto per le opere pubbliche, la riflessione sulla gestione delle risorse e sulle politiche industriali, fino agli anni più recenti, caratterizzati dalla crescita e ora da una crisi senza precedenti.
 
Una storia fatta di dialogo, ma anche di confronto aspro, in un contesto di mercato difficile per le imprese private, più difficile rispetto a quello vissuto in altri territori del Paese, per la concorrenza del sistema cooperativo e da realtà forti di artigianato.
 
Temi e questioni che sono emerse con forza dalle numerose testimonianze che abbiamo raccolto direttamente dalla voce degli imprenditori, nella convinzione che senza queste voci non saremmo riusciti a cogliere compiutamente il reale valore del lavoro svolto dall’associazione.
 
I ricordi, le riflessioni fatte hanno assunto una funzione determinante, hanno costituito il riferimento costante a cui riportare i risultati che emergevano nella lettura e nell’analisi della documentazione associativa.
 
Abbiamo incontrato e intervistato, spesso dialogato con persone di generazioni differenti per età – dai trenta ai settata anni – e per conduzione aziendale. Imprese con oltre cento anni di storia ma anche imprese nate nel dopoguerra, imprenditori che hanno vissuto sempre all’interno dell’azienda e altri che invece hanno ripreso in mano l’impresa dopo esperienze diverse. 
Con loro abbiamo scandagliato i periodi della ricostruzione post bellica, le crisi cicliche, i momenti di crescita e quelli ricorrenti della recessione.
 
Con alcuni abbiamo parlato di lavori pubblici, di strade, dell’alta velocità, ma anche di housing sociale, di beni storici e monumentali, così come di lavori all’estero, di internazionalizzazione.
 
Con altri ci siamo concentrati sul territorio, sulle esigenze locali sull’importanza del costruire bene, sulle difficoltà per un’impresa che rispetta regole e persone a competere in un Paese in cui emergono criticità etiche e dove il confronto con le pubbliche amministrazioni si è fatto via via più difficile, più complesso e complicato. E molti sono i motivi.
 
A singole storie abbiamo accompagnato una ricostruzione in cui le diverse voci hanno assunto un significato collettivo. Così come nel “montaggio” abbiamo sempre cercato un collegamento con il contesto storico più generale e con quanto emergeva dalla documentazione associativa.
 
Le testimonianze e i racconti si sono così ricomposti in una storia comune che in parte è costituita dalla storia dell’associazione in parte da un sentire condiviso, da valori che dell’attività associativa sono alla base.
 
Nella stesura del volume si è cercato di tenere un tono discorsivo, che ha assunto forme diverse in quanto diverse sono state le fonti che abbiamo utilizzato per raccontare il contesto prima, la storia dell’Associazione poi e le vicende delle imprese nel capitolo costruito attraverso un montaggio delle interviste.
 
Tuttavia riteniamo che al di là di queste differenze di “stile” il volume abbia una sua omogeneità, in cui i diversi punti di osservazione si legano fra di loro offrendo uno scenario in cui è possibile leggere la storia recente della regione sul piano delle trasformazioni economiche e sociali evidenziando il ruolo di un comparto produttivo determinate nell’assicurare qualità della vita e sviluppo.
 
Così come appare evidente da quanto sottolineato anche dal Presidente Buzzetti, nella sua prefazione, quando afferma che l’imprenditoria delle costruzioni che emerge dal volume è un protagonista e un interlocutore affidabile perché ha una storia, perché credibile e portatore di proposte chiare, concrete, con valutazioni verificabili.
 

Il nostro augurio, infine, è che il volume risponda a quell’esigenza che ho richiamato nella mia introduzione quando affermo che l’insegnamento del passato deve aiutarci a comprendere il cambiamento, a saperlo gestire, guardando al futuro. 

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