Illustrato oggi in occasione della presentazione del rapporto regionale degli infortuni e malattie professionali dell'INAIL il progetto "Buone prassi per la gestione del rischio sismico nei cantieri edili" promosso da Formedil Emilia Romagna, INAIL e la Regione. Obiettivo principale è creare modelli per cantieri sicuri.
In Regione è stato presentato il progetto “Buone prassi per la gestione del rischio nei cantieri edili”, promosso da Regione Emilia-Romagna, Inail e Formedil Emilia-Romagna.
Obiettivo principale è creare modelli per cantieri sicuri.
Un progetto che si avvarrà di un campione basato su nove cantieri, e sarà testato e costantemente seguito da un Comitato di Coordinamento costituito dai soggetti coinvolti (Regione Emilia-Romagna, Direzione Regionale Inail Emilia-Romagna e Consorzio Formedil Emilia-Romagna).
Il progetto parte dalla considerazione che la strada principale per evitare incidenti sia quella di aumentare, nei lavoratori, la cultura della percezione del rischio, attraverso la formazione, l’informazione e l’addestramento.
Tre sono le fasi del progetto: mappatura, interventi in cantiere, diffusione dei risultati.
La prima fase consiste nell’analisi dei dati in possesso di Inail Emilia-Romagna relativi agli incidenti verificatisi sul territorio regionale in un intervallo di tempo significativo (tre anni).
Gli esiti della mappatura forniranno al Comitato di coordinamento i parametri necessari all’individuazione del campione di imprese/cantieri sui quali effettuare gli interventi nella fase successiva: tipologia del cantiere (stradale, residenziale, infrastrutture), fase di lavorazione durante la quale si effettuerà l’intervento, tipologia dei lavoratori presenti in cantiere nella fase considerata.
A seguire si aprirà la fase operativa su un campione di nove cantieri distribuiti sul territorio regionale. Con il coordinamento organizzativo del Formedil Emilia-Romagna e la validazione del Comitato di coordinamento, le Scuole Edili individueranno le imprese che aderiranno al progetto.
Le imprese potranno aderire solo su base volontaria.
Ad un primo incontro di condivisione con l’imprenditore seguiranno altri incontri congiunti tra imprenditore e tecnico di cantiere anche per prendere atto del programma lavori.
Verrà quindi “fotografato” lo stato dell’arte in base ad una serie di indicatori (infortuni, previsione dei tempi per le lavorazioni e loro eventuali ritardi, assenteismo, ecc.).
Al sopralluogo seguiranno singoli incontri con i caposquadra. La sensibilizzazione/formazione sarà quindi contestuale a tutti gli incontri.
Per valutare l’intervento si prevedono due verifiche successive a distanza di 15-30 giorni dalla fine degli incontri per monitorare quali variazioni hanno subito gli indicatori considerati all’inizio.
Come conclusione di ogni singolo intervento è previsto un momento di condivisione con tutti gli operatori presenti in cantiere sugli esiti dell’intervento. Successivamente verrà elaborato un report di sintesi riferito ad ogni singolo cantiere esaminato.
Infine ci sarà la diffusione dei risultati. Il Comitato di coordinamento raccoglierà i report dei nove interventi, ne valuterà le eventuali criticità emerse e porterà a sintesi i risultati della sperimentazione attraverso la predisposizione di un modello definitivo di intervento.
Il modello potrà essere utilizzato non solo come procedura di riferimento per gli interventi in cantiere da parte delle Scuole Edili/CPT per la informazione/sensibilizzazione dei lavoratori ma anche come strumento di supporto per l’eventuale predisposizione di specifici piani formativi.
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