Il provvedimento, approvato dalla Giunta regionale, è stato predisposto dalla struttura tecnica del commissario delegato alla ricostruzione e presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, in seguito a un lavoro di rilevamento effettuato con la collaborazione dei comuni interessati dal sisma, con la Direzione regionale del Ministero per i beni e le attività culturali e con la Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna.
Il Programma delle opere pubbliche e del beni culturali prevede gli interventi di riparazione, ripristino con miglioramento sismico e di ricostruzione degli edifici pubblici, comprendenti gli edifici di proprietà del demanio, della Regione, degli enti locali, di enti derivati o partecipati da enti pubblici non economici e destinati a pubblici servizi, di infrastrutture pubbliche, dotazioni territoriali e attrezzature pubbliche, nonché degli immobili di proprietà degli enti religiosi civilmente riconosciuti destinati a chiese ed opere parrocchiali e tutti gli edifici sottoposti alla tutela, sia quelli espressamente dichiarati di interesse storico–culturale, sia quelli che sono stati costruiti da oltre settanta anni, come definito dalla Direzione regionale del Ministero per i beni e le attività culturali.
Il programma sarà attuato attraverso piani operativi annuali, predisposti dalla Giunta regionale nei limiti delle risorse disponibili, osservando criteri generali di priorità (stabiliti dalla Legge regionale 16/2012) e indicazioni stabilite dal Programma stesso.
I piani saranno approvati attraverso ordinanze del Commissario delegato.
Non sono stati inseriti gli interventi il cui importo singolo risulta inferiore ad 50 mila euro. Questi interventi saranno realizzati con uno specifico provvedimento che sarà assunto dal Commissario delegato.
La legge regionale 16/2012 definisce che l’attuazione degli interventi inseriti nei piani operativi avverrà in due fasi.
Nella prima fase verrà elaborato e presentato il progetto preliminare, sul quale verrà acquisito il parere di una commissione, consentendo di avere una previsione del costo complessivo della riparazione o ripristino del bene per l’eventuale rimodulazione del finanziamento che sia già stato definito o per l’ammissione di un primo stralcio funzionale.
Nella seconda fase sarà sviluppato il progetto esecutivo a cui seguiranno le procedure di appalto e l’inizio dei lavori.
La Giunta regionale definirà, con apposito regolamento, le modalità di erogazione dei contributi previsti e le modalità di rendicontazione finanziaria, nonché i casi e le eventuali modalità di revoca degli stessi.
Al fine di verificare la regolare e tempestiva realizzazione degli interventi, la Regione esercita il monitoraggio dell’esecuzione dei piani attuativi, sulla base della documentazione illustrativa dei risultati raggiunti e delle opere realizzate predisposta dai beneficiari dei contributi, secondo le modalità definite dal regolamento.
(Fonte Regione Emilia-Romagna)