Il Rapporto annuale del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica, pubblicato dal Mise (Ministero dello sviluppo economico), pone l’Emilia-Romagna in testa alla classifica delle Regioni italiane, comprese quelle a Statuto speciale e le due Province autonome di Trento e Bolzano, per capacità di spesa delle risorse disponibili.
Infatti, secondo quanto riportato dalla stessa Regione, il bando per il sostegno alla localizzazione delle imprese, nelle tre diverse edizioni, ha finanziato 919 progetti per un totale di investimenti di 23 milioni di euro, di cui 10,9 in quota Fesr, mentre la misura per l’allestimento di aree pubbliche per la delocalizzazione anche temporanea delle attività produttive ha finanziato 19 aree al 100% della spesa, per un totale di 1,3 milioni di euro.
Sul fronte ricerca e innovazione, il 2013 ha visto un’accelerazione importante nell’accreditamento di nuovi laboratori nell’ambito della Rete alta tecnologia – complessivamente 89, tra accreditati e direttamente finanziati dal Programma – nonché dei contratti firmati tra gli stessi laboratori della Rete e le imprese, che hanno superato a giugno la soglia dei 100 milioni di euro.
E’ proseguita anche l’azione di sostegno alle start up, con un nuovo bando per il sostegno all’avvio di nuove imprese innovative – chiuso al 31 dicembre 2012, che ha finanziato 35 progetti, per 3 milioni di euro concessi a fronte di 5,2 milioni di investimenti – e tramite l’ulteriore potenziamento di EmiliaRomagna StartUp, la rete che riunisce tutti i soggetti che, in Emilia-Romagna, si sostengono la creazione d’impresa innovativa.
Sul fronte energia si può dire che si è chiusa ad aprile, con 59 progetti finanziati e investimenti attesi per 13,8 milioni di euro, la prima richiesta di aderire al nuovo fondo di finanza agevolata per il finanziamento della green economy.
Tra i benefici ambientali attesi dai progetti – la maggior parte dei quali concentrati sul miglioramento dell’efficienza energetica e sullo sviluppo di fonti di energia rinnovabile – il risparmio annuo di 6.600 tonnellate equivalenti di petrolio e di ben 21.200 tonnellate di CO2.
Quindi è da segnalare il bando per il sostegno agli investimenti nell’area del cratere – 1.200 domande presentate tra febbraio e maggio ed investimenti attivabili per 390 milioni di euro – e una nuova manifestazione d’interesse per gli enti locali destinata al sostegno di progetti di promozione e valorizzazione dei territori colpiti.
A tali misure si affiancano i risultati sulla programmazione “ordinaria”.
Infine, anche sul capitolo “valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale” la prima parte del 2013 ha visto la conclusione di nuovi importanti progetti, tra i quali il nuovo Ecomuseo della Civiltà palustre – nell’ambito del progetto per la Valorizzazione di percorsi e stazioni strategiche del Parco del Delta del Po – che è stato inaugurato il 12 maggio scorso alla presenza di oltre mille persone e di rappresentanti di Regione ed Enti locali.